La vita finora: l’anima nera degli adolescenti

L’età non è un’attenuante. Sarà la frase che vi ripeterete in testa più volte nel corso della lettura del nuovo romanzo di Raul Montanari, La vita finora, edizione Baldini+Castoldi. L’età non è un’attenuante per la spavalderia, lala vita finora cattiveria, il bullismo, le manie di onnipotenza, il ricatto. Questo è un libro che racconta l’anima più nera degli adolescenti di oggi, ragazzi che spesso non comprendono le conseguenze concrete e terribili delle loro azioni, non pensando alle ricadute che il web ha sulla realtà.
Il protagonista de La vita finora è Marco Laurenti, professore delle scuole medie, precario e alla ricerca di un nuovo impiego. Un suo amico gli suggerirà di provare a fare richiesta in una scuola privata che si trova in un piccolo paesino di montagna: l’isolamento dei mesi invernali è ripagato da uno stipendio decisamente allettante. E quindi Marco si convince, lascia Milano, in direzione di un luogo senza nome, ultimo avamposto prima del nulla più assoluto. Immediatamente capisce che nei giovani abitanti c’è qualcosa che non va; il primo incontro con loro è più che altro uno scontro: la banda di teppisti della zona usa lanciarsi sotto le macchine, a rischio della loro stessa vita, per obbligare gli automobilisti a fermarsi e scroccare passaggi. Quei ragazzi saranno i nuovi allievi di Marco.
In questa storia, se il professore Marco Laurenti è il protagonista buono, colui che cercherà di sconfiggere il male, esiste anche un’altra figura altrettanto importante ai fini della narrazione, un antagonista nero. Si tratta di Rudi la vita finoraNestani, studente sedicenne e figlio dei coniugi che affittano la casa al nuovo professore. Un ragazzo figlio dei nostri tempi, devastato dall’uso malsano della tecnologia, che manipola compagni e adulti, plagia due ragazzine fino a farne delle schiave sessuali. Rudi ha però un’intelligenza spiccata e da subito innesca una sfida con il professor Laurenti, che avrà una conclusione atroce.
Raul Montanari per scrivere La vita finora si è sicuramente ispirato a casi di cronaca. Pensate alle chat Whatsapp in cui il branco deride il membro più debole, oppure ragazzine che scambiano con predatori virtuali foto intime in cambio di una ricarica sul cellulare, fino ad arrivare a casi terribili di suicidi e omicidi ripresi dalla fotocamera di un cellulare. Sicuramente questi sono i figli di una generazione rivolta solo all’apparenza, abituata a difendere la prole di fronte a tutto, a screditare il ruolo dell’insegnante. In un passaggio denso di significato, Rudi confessa a Marco: «Mio padre mi difenderà sempre perché se uno tocca me è come se gli rigasse l’auto». Il problema è che i ragazzi del Duemila dimostrano maggiore consapevolezza e a volte un’intelligenza più spiccata dei loro pari dei decenni precedenti, ma questo non è accompagnato dalla capacità fondamentale di distinguere bene e male, come spiega lo stesso scrittore in un’intervista rilasciata a Rai Scuola.
Con La vita finora Raul Montanari si conferma attento osservatore della realtà che ci circonda, regalandoci un romanzo che vi terrà col fiato sospeso fino all’ultima riga.

Image source: ibs.it 

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