Il perturbante: storia di un osservatore

Chiudete gli occhi. Provate a immaginare di essere osservati costantemente da qualcuno che è pagato per estrapolare il maggior numero possibile di informazioni dal vostro comportamento. Immaginate anche di aiutarlo in questo pubblicando un flusso costante di dati che vi riguardano all’interno dei principali social network. Questo qualcuno sa anche cosa acquistate, grazie alle svariate tessere fedeltà che alla leggera stipulate nei negozi o supermarket. OraIl perturbante riaprite gli occhi. Una sensazione di soffocamento. La stessa sensazione che vi lascia Il Perturbante, romanzo di Giuseppe Imbrogno, pubblicato da Autori Riuniti e finalista al Premio Calvino del 2016, dove ha ottenuto la menzione speciale della giuria.
La storia ruota intorno a Lorenzo, data analyst che vive e lavora a Milano. La sua esistenza trascorre davanti allo schermo di un computer, raccogliendo un flusso continuo di dati. Solitario, introverso, ama osservare le persone, fare ipotesi sulla loro vita, spiarle attraverso Facebook, Instagram, Linkedin. Un giorno incontra per caso al bancone di un bar Sergio, un uomo elegante, sportivo, professionale, sposato. Non potrà più dimenticarlo. Ne scaturisce un’ossessione. Inizierà a seguire i suoi profili pubblici, scoprirà i ristoranti dove abitualmente Sergio pranza o cena, cosa acquista al supermercato, la palestra frequentata dalla moglie. In una spirale di follia, Lorenzo addirittura lascerà il suo impiego per dedicare la sua intera quotidianità a Sergio, quasi volesse vestire la sua pelle. Alla fine una domanda: Sergio è un semplice oggetto d’osservazione inconsapevole oppure è lui che muove le fila di tutto?
Quella raccontata da Il perturbante è una storia particolare, da alcuni definita thriller. Probabilmente l’autore lascia Il perturbantetroppe domande aperte: perché Lorenzo lo fa? Sono bastate due frasi scambiate di sfuggita per innescare un’ossessione, oppure Sergio è una persona talmente affascinante agli occhi di Lorenzo da volerne diventare una copia perfetta? Volontà di spingersi oltre il limite etico imposto dalla professione di data analyst, delirio, sfida personale, attrazione sessuale? Mille ipotesi, ma nessuna soluzione. Qualche risposta in più a tutte queste domande avrebbe reso il finale più soddisfacente per il lettore. Resta comunque un romanzo che fa riflettere. Incredibile come rinunciamo con leggerezza a parti sempre più consistenti della nostra privacy, senza renderci conto che tutte le notizie su di noi che regaliamo con leggerezza a chi non ci conosce, potrebbero un giorno ritorcersi contro.
Il Perturbante è il romanzo perfetto per chi ama le nuove tecnologie e per chi le guarda con diffidenza. Da regalare all’amica che intasa i social network con continui aggiornamenti di stato, foto della vacanze, geolocalizzazione in palestra, aeroporto, spa. Siamo tutti osservati, costantemente.

Image source: autori-riuniti.it

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