Gli svizzeri muoiono felici: o forse no?

Dopo Come rapinare una banca svizzera e L’arte del fallimento, Andrea Fazioli torna in libreria con unGli svizzeri muoiono felici noir in grado di attirare l”attenzione del lettore fin dal titolo. Gli svizzeri muoiono felici, edizione Guanda, porta di nuovo in scena le avventure dell’investigatore privato Elia Contini che, fra Lugano e le Alpi svizzere, si troverà ad avere a che fare con un caso di scomparsa avvenuto ben vent’anni prima.
Il mistero de Gli svizzeri muoiono felici, inizia quando la famiglia Torres ingaggia Contini chiedendogli di occuparsi della scomparsa di Eugenio Torres, di cui non si hanno più notizie dal lontano 1998. Eugenio era un noto medico, amante del trekking, fondatore di scuole in Niger, senza alcun apparente motivo per far perdere le proprie tracce. Scomparendo, lasciò la moglie Sara e i due figli Enea ed Annika. È proprio con la morte di Sara, che i due fratelli decidono di tentare l’insperabile: capire, dopo vent’anni, se il padre è ancora vivo oppure no. Inizialmente titubante, Contini decide di assumere il casa quando si rende conto che fra i famigliari aleggia un segreto, un non detto che suscita la curiosità dell’investigatore.
Appena dopo la scomparsa di Eugenio, si diffuse la voce che il medico era fuggito in Africa, terra che conosceva e amava, dove svolgeva diverse attività benefiche. Ed è proprio dal Niger che fa la sua apparizione Moussa ag Ibrahim, un tuareg arrivato fino in Svizzera grazie a una lettera e a dei soldi provenienti dalle mani di Eugenio. Allora Eugenio non è morto, ma semplicemente fuggito?
Ma Gli svizzeri muoiono felici è un giallo all’incontrario in cui il lettore sa, fin dal primo capitolo, che Eugenio Torres è morto nel mese di settembre del 1998. Ucciso fra le Alpi, durante un’escursione, dal suo migliore amico Carlo, che da allora vive nella colpa e nella menzogna. Ma allora chi è che invia soldi, spedisce lettere con inspiegabili codici numeri e lascia messaggi scolpiti nella roccia?
Come dice lo stesso Andrea Fazioli nel suo blog, Gli svizzeri muoiono felici «è la storia di un incontro impossibile». Un incontro che avviene fra due culture molto distanti tra loro, il Niger e la Svizzera. Eppure, a volte, la solitudine e il bianco abbacinante della neve assomiglia al silenzio e al calore della sabbia del Sahara, e in entrambi è allo stesso tempo facile e difficile trovare la felicità.
Una scrittura pensata e raffinata, un giallo classico che non vi deluderà.

Image source: guanda.it

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