Divorare il cielo: il grande ritorno di Paolo Giordano

L’avevamo conosciuto con La solitudine dei numeri primi. Avevamo continuato ad apprezzarlo coi due romanzidivorare il cielo successivi, Il corpo umano e Il nero e l’argento. Ma è questo il libro che conferma Paolo Giordano un abile manipolatore di storie, personaggi e sentimenti. Divorare il cielo, edito da Einaudi, è il romanzo della maturità, storia piena e rotonda, in grado di colmarti l’animo. L’ambientazione fa sognare: ci troviamo in una masseria di Speziale, piccola frazione in provincia di Brindisi. Divorare il cielo è raccontato attraverso il punto di vista della protagonista, Teresa, che da Torino si reca a passare le estati nella tenuta della nonna pugliese. La piccola Teresa passa le giornate guardando la nonna leggere libri gialli e facendo il bagno in piscina. Ma una notte tutto cambia. Un rumore la fa svegliare di soprassalto, si affaccia alla finestra e vede tre ragazzini più o meno della sua età, tuffarsi di nascosto nella piscina. divorare il cieloAnche se non li conosce, Teresa ha sentito le tante dicerie che si raccontano sul loro conto. Vivono in una specie di comune a pochi metri dalla masseria, cresciuti senza andare a scuola, fratelli di vita, ma non di sangue. Sarà un incontro-scontro, destinato a travolgere per sempre la vita di Teresa. Nicola, Tommaso e Bern, i protagonisti maschili di Divorare il cielo, diventeranno l’appuntamento fisso della Teresa bambina. Un’estate dopo l’altra sempre più amici. Un’estate dopo l’altra sempre più difficile lasciare Speziale per tornare a Torino. Con l’adolescenza, l’amicizia si trasforma in amore. Quella con Bern sembrerebbe essere una relazione estiva, futile, da dimenticare con l’arrivo di settembre. Eppure Teresa non riesce a scordare il turbamento di quel ragazzo strano. Un’inquietudine che sarà sua per il resto della vita. In questo romanzo di Paolo Giordano si sente il profumo di quei bei romanzi italiani, che raccontano la giovinezza, la provincia, i progetti e la speranza. Ricorda Acciaio di Silvia Avallone, Io non ho paura di Niccolò Ammaniti, Due di due di Andrea De Carlo. Non nel senso di un demerito, ma come pregio. Si inserisce infatti in un filone di qualità, con originalità e senza copiare nessuno. Inoltre è interessante vedere come uno scrittore vesta i panni di una protagonista donna, raccontandone i sentimenti più intimi, come l’amore e la ricerca della maternità. Divorare il cielo è uno di quei romanzi che non vi farà dormire la notte, da iniziare e finire subito, e poi da rileggere ancora e ancora, perché non ne avrete mai abbastanza.

Image source: einaudi.it

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