Così giocano le bestie giovani: non è mai tardi per la verità

«Non bisogna farsi illusioni: il sacco della spazzatura non va da solo al cassonetto o, come diceva il suo vecchiocosì giocano le bestie giovani capo, la verità non si trova in natura, è un lavorato». Ma prima o poi la verità viene a galla. Anche dopo trent’anni un omicidio può essere risolto. È quello che racconta Davide Longo, nel suo nuovo thriller Così giocano le bestie giovani, edizione Feltrinelli editore di Giochi Cattivi. Un giallo politico che ci porta indietro negli anni Settanta, tra terrorismo rosso e terrorismo nero, segreti di stato e polizia.
Nelle campagne intorno a Torino, durante degli scavi per la costruzione della TAV, alcuni operai trovano dieci scheletri. È inizialmente chiamato ad indagare sul caso il commissario Arcadipane, cognome particolare, poliziotto col fiuto infallibile, ma che ultimamente, a causa di problemi personali e famigliari, ha perso il tocco. Il caso però rimane nelle sue mani una notte soltanto. Immediatamente trasferito a una task force milanese, specializzata nell’analisi dei siti storici, che vuole far passare i morti come risalenti alla Seconda guerra mondiale. Tutta questa velocità però insospettisce Arcadipane: perché i vertici della polizia vogliono chiudere così in fretta il caso? Decide quindi di proseguire le indagini in autonomia, sottraendo un reperto, per la così giocano le bestie giovaniprecisione un femore, per farlo analizzare più accuratamente: infatti presenta i segni di una placca di ferro in produzione negli anni Settanta.
Però Arcadipane non può farcela da solo e chiede aiuto al suo vecchio capo, Bramard, ex agente della polizia ormai professore universitario, e a una giovane poliziotta, Isa, dal carattere fumantino che le ha causato parecchi guai. Corso capisce che gli scheletri sono collegati a un vecchio caso, seguito quando era un giovane agente appena arrivato a Torino. Da qui in poi Così giocano le bestie giovani farà un lungo flashback che ci porterà indietro nel tempo, in una Torino fumosa, fatta di giovani universitari idealisti, lotte politiche e purtroppo attentati. Fino alla scoperta di un’antica verità.
Davide Longo, dopo Il caso Bramard, torna ad occuparsi di misteri e omicidi. Il protagonista di allora, qui cede il posto al suo allievo: un poliziotto avanti con gli anni, che sta vivendo una profondo crisi personale, disposto a chiedere aiuto a una psicologa un po’ particolare.
Così giocano le bestie giovani è un thriller molto umano: nessun giudizio di parte sui fatti degli anni Settanta, solo il racconto delle persone e delle loro azioni. Da leggere se amate i misteri del passato.

Image source: lafeltrinelli.it

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